Superficie: 10,55 kmq
CAP: 22031
Altezza s.l.m.: 429 m
Abitanti: 6.388
Municipio: Piazza Roma, 1 - Tel. 031.3354301 - Fax 031.629371
Albavilla - L'Alpe del Viceré

Comune di costituzione abbastanza recente, Albavilla venne istituito nel 1928, anno in cui vennero unificati in una sola entità i due paesi di Villalbese e di Carcano. È collocata in uno dei luoghi più belli della Brianza e in ambito naturale suggestivo e molto vario: il territorio comunale si stende infatti dai metri 260 del lago di Alserio ai metri 1319 del monte Bolettone. Luogo di villeggiatura nell’ultimo secolo, subisce ancora oggi “l’assalto” dei turisti della domenica che affluiscono numerosi nelle domeniche estive per raggiungere la rinomata località dell’Alpe del Viceré.
Nel patrimonio artistico figura la maestosa chiesa parrocchiale di San Vittore (dal portale barocco), al cui interno si conserva un mirabile affresco di scuola lombarda. Nella vicina località Corogna, sovrastato dal campanile romanico, sorge l’oratorio dedicato ai Santi Cosma e Damiano, mentre a Carcano, sui resti dell’antico castello, alla fine del XVII secolo, venne innalzata la chiesa di San Dionigi.
Segno caratteristico di Albavilla sono i Crotti, o Grotti che dir si voglia, sono un ibrido prodotto d’artificio e di natura, ricavati dall’uomo con lo sfruttare crepe, cunicoli ed anfratti rocciosi, ampliandone le capacità di ricezione e di refrigerio.
Questi anfratti infatti hanno l’invidiabile prerogativa di formare ambienti dove la temperatura si regola naturalmente, oscillando sempre attorno ai 10 gradi. Vere e proprie cantine naturali, calde d’inverno e fresche d’estate. Non a caso, in epoche in cui non esistevano tecniche per creare il freddo artificialmente, rappresentavano uno strumento prezioso per conservare il vino e alcuni cibi come i salumi o i formaggi locali, derivati da tradizione dal latte di capra.
Infine, sono numerose e importanti le scoperte archeologiche avvenute ad Albavilla e dimostrano il passaggio dei Romani e dei vari popoli che li precedettero sul territorio. Durante gli scavi vennero ritrovate tombe con armi, monete, utensili, anfore ed altri monumenti. I ritrovamenti più importanti avvenuti nel Comune e nelle sue vicinanze, sono le amigdali del Buco del Piombo e in altre caverne della zona e le pietre cupelliformi del Palanzone. Altro monumento di una certa antichità è il masso-avello di Parravicino, che venne classificato come tomba gallica.
Altre tombe galliche o celtiche vennero alla luce disseminate sul territorio, ma i sepolcri romani sono quelli maggiormente riportati alla luce, tant’è che la zona di Ferrera può essere considerata addirittura una necropoli romana.

LA GUIDA